MACCHINA PER FINISSAGGIO TESSILE

La macchina, una stiratrice per tessuti tipo feltro, utilizza vapore in pressione (10 bar) per stirare e ridurre lo spessore del tessuto in ingresso alla macchina, al valore desiderato. Il vapore, fornito dalla rete dell’azienda utilizzatrice, viene filtrato e distribuito lungo tubazioni in acciaio ai componenti di processo (cilindri, vaporizzatori, bacinella). La logica di processo è attuata mediante valvole pilotate, misuratori di pressione e temperatura. La condensa prodotta viene scaricata e raccolta per essere poi reinserita nel circuito del vapore.

La consulenza di STEM è stata rivolta alla marcatura dell’attrezzatura e dell’insieme a pressione secondo la Direttiva PED.

Una delle attrezzature a pressione, a causa del proprio volume interno e della pressione massima ammissibile PS, è stata assegnata alla categoria III di rischio e pertanto si è reso necessario il coinvolgimento di un Organismo Notificato (coinvolgimento obbligatorio per categorie II, III e IV).

STEM ha eseguito inizialmente un calcolo strutturale (design by analisys) agli elementi finiti (FEM) per verificare lo stato di sollecitazione del materiale (ghisa sferoidale) derivante dai vincoli e dai carichi applicati. La normativa applicata, EN  13445-3 Unfired pressure vessel part 3: Design, ha richiesto di considerare sia la condizione di carico relativa all’esercizio della macchina (quindi con vapore alla temperatura TS di progetto pari a 200°C), sia la condizione di carico relativa alla verifica finale PED, che consiste in una pressatura idrostatica a 20°C, ma ad un valore di pressione notevolmente superiore (18 bar) a quello che si ha durante l’esercizio.

Il design ha considerato anche il fenomeno della fatica, considerando che l’attrezzatura subisce dei cicli di pressione dovuti all’avvio e all’arresto giornalieri della macchina.

Per quanto riguarda la documentazione, STEM ha preparato il fascicolo tecnico da sottoporre alla validazione dell’Organismo Notificato, con documenti quali la valutazione dei rischi, la checklist dei requisiti essenziali di sicurezza applicabili, i manuali di uso e manutenzione, il piano di controllo dell’attrezzatura, il SEP Sound engineering practice per gli elementi riferiti all’articolo 4.3 (non categorizzati), la raccolta dei certificati materiali, il P&I dell’insieme, il modello 3D del piping (tubazioni, valvole, …), la gestione dei laboratori che hanno eseguito i test ed in generale STEM ha fornito assistenza al proprio Cliente ponendosi come interfaccia tecnica verso i laboratori e verso l’Organismo Notificato.

La normativa tecnica ha inoltre prescritto lo svolgimento di alcuni test sia sul materiale ghisa (prova di trazione, analisi chimica, analisi microscopica, resilienza) sia sull’attrezzatura (controllo magnetoscopico, controllo con ultrasuoni, verifica degli spessori si parete).

Infine, STEM ha dato assistenza al Cliente per l’organizzazione e l’esecuzione di due verifiche finali, in presenza di ispettore dell’Organismo notificato: verifica sull’attrezzatura (prova di pressatura idrostatica alla pressione di 18 bar per circa 60 minuti) ed una prova di trafilamento-leakage sull’insieme a pressione.